L’infografica analizza i progetti finanziati in Italia nel ciclo di programmazione 2014-2020 con i fondi delle politiche di coesione, e conclusi in ritardo. Viene visualizzata la distribuzione, regione per regione, dei giorni di ritardo tra la data prevista e quella effettiva di consegna per ciascun progetto, prendendo in considerazione solo i progetti che sono stati completati oltre la data prevista. Sul lato sinistro del grafico si trova una barra che mostra sia il conteggio totale dei progetti in ogni regione, sia la percentuale di quelli effettivamente conclusi, fornendo una panoramica complessiva.
Il grafico mostra le 20 regioni italiane ordinate in base alla proporzione di progetti totali che sono stati conclusi, con il Trentino-Alto Adige al primo posto (59%) e il Molise all’ultimo (4%). Per facilitare la lettura, la barra di sinistra è codificata a colori dal verde (regioni con percentuali più alte di completamento) al rosso (regioni con percentuali più basse di completamento), e mostra anche il numero totale di progetti per ogni regione. Per esempio, nonostante la Valle d’Aosta abbia un basso tasso di completamento del 4%, va considerato che ha solo 9 progetti totali, essendo una delle regioni più piccole.
Il cuore del grafico sono le distribuzioni, che mostrano il ritardo per i progetti completati oltre la data prevista. Sebbene il lato sinistro mostri i conteggi e le percentuali di tutti i progetti, le distribuzioni si concentrano esclusivamente su quelli completati con ritardo, fornendo un’idea del numero di progetti ritardati in ogni regione.
Un’altra analisi che emerge è che le regioni meridionali dell’Italia tendono ad avere più progetti complessivi e anche un numero maggiore di progetti che superano la data di consegna prevista. Questo fenomeno è legato al fatto che il sud del Paese è generalmente più povero e meno sviluppato rispetto al resto d’Italia, motivo per cui riceve più investimenti attraverso programmi di questo tipo, portando a un numero maggiore di progetti e, di conseguenza, a un aumento dei ritardi.
Per maggiori informazioni su questa infografica, sui dati usati e sul “making-of” puoi consultare Clearly Erroneous di Martina Pugliese.

